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ITINERARIO DI VISITA AL CASTELLO DI GORIZIA
E AL MUSEO DELLA GRANDE GUERRA.
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Pomeriggio del 16 marzo 2004 |
Il Castello, che durante il Medioevo fu la residenza dei Conti
di Gorizia, domina la città attorniato dal suo caratteristico
borgo. Dopo le distruzioni subite nel corso della Grande Guerra,
il maniero fu in gran parte restaurato e riedificato facendo
riemergere le antiche strutture del Palazzo dei Conti del XIII
secolo e del Palazzo degli Stati Provinciali, risalente al
Quattrocento.
Nel corso della nostra visita abbiamo percorso le diverse stanze
e sale del castello, ancora arredate con mobili e suppellettili
medioevali. Il Cortile dei Lanzi, ovvero delle guardie armate
che prestavano servizio presso il signore, ha evocato alle
nostre menti le immagini di un lontano passato imperiale.
L’allestimento delle varie stanze, curato ed efficace, ha reso
piacevole il nostro itinerario all’interno di una residenza
molto antica, ma ancora affascinante e suggestiva. Abbiamo
inoltre avuto la possibilità di apprezzare un’esposizione di
dipinti di arte contemporanea allestita in una sala del
castello, che ci ha colpito per la contrapposizione di elementi
ed epoche lontane nel tempo.
Molto gradevole per lo splendido paesaggio che circonda il
castello è stata la passeggiata sulle mura di ronda, dalle quali
è possibile avere una panoramica a 360 gradi sulla città e sui
territori circostanti.
Attraversando il borgo antico, circondato dagli austeri bastioni
cinquecenteschi, s’incontra la chiesetta gotica di Santo
Spirito, la più antica di Gorizia. Poco più in là ha sede il
Museo della Grande Guerra, anch’esso meta del nostro itinerario.
Per comprendere l’attuale aspetto del museo è necessario
percorrerne brevemente la storia.
L’8 giugno 1924 veniva inaugurato il “Museo della Redenzione”,
idea e frutto del lavoro di raccolta iniziato già durante la
guerra da Giovanni Cossar. Il museo voleva testimoniare
l’italianità della città di Gorizia da poco entrata a far parte
dello Stato Italiano. La vicenda bellica si inseriva così nel
museo, che raccontava la storia di questo territorio dall’epoca
preistorica alla contemporaneità. L’allestimento fu
completamente ridefinito nel 1938 quando il museo ebbe la
denominazione di “Museo della Guerra e della Redenzione”. Con il
passare del tempo i reperti bellici aumentarono in misura tale
che, nel 1939, le collezioni storico-artistiche dovettero essere
trasferite in una nuova sede, a Borgo Castello, mentre il museo
della guerra rimaneva a Palazzo Attems. Qui, dopo ulteriori
modifiche attuate nel secondo dopoguerra, il museo rimase fino
al 1983, quando fu gravemente danneggiato da un’alluvione. Fu
allora necessario un lungo lavoro di restauro e riordino delle
raccolte. Il rinnovato museo, inaugurato nel giugno del 1990 nei
sotterranei delle antiche case Dornberg e Tasso in Borgo
Castello, è il frutto di un progetto lungamente meditato in
linea con la più aggiornata storiografia.
La sala che più ha catturato la nostra attenzione per il suo
realismo è stata sicuramente la seconda, che introduce uno dei
temi chiave del percorso: la vita in trincea. I numerosi oggetti
esposti rinviano in modo diretto a tutti i disagi e le
sofferenze di quella vita, testimoniati anche dalle lettere di
alcuni soldati al fronte. Al termine di questa sala ci siamo
inaspettatamente ritrovati all’interno di una trincea
ricostruita a grandezza naturale, con tanto di suoni e luci che
riproponevano l’atmosfera della guerra. Decisamente inquietante!
Di grande interesse emotivo anche la sala dedicata a Gorizia,
città “in trincea”, profondamente segnata dai bombardamenti, ma
mai del tutto abbandonata dai suoi abitanti. Molti di essi
infatti continuarono a vivere in città sopportando pericoli e
disagi, come testimoniano le fotografie nella sala. Ci è anche
piaciuta molto la saletta dedicata alla Brigata Alpina Julia, in
occasione del 50° anniversario della sua costituzione. Qui sono
esposte prestigiose medaglie con decorazioni e coccarde dei
colori delle diverse divisioni, che le rendono simili a veri e
propri gioielli.
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Durante la nostra visita al museo abbiamo potuto apprezzare come
esso si proponga di offrire una rappresentazione chiara ed
efficace degli eventi bellici e dei loro riflessi umani e
sociali, modernamente impostata dal punto di vista espositivo,
con allestimenti e ricostruzioni di scene e immagini della
Grande Guerra. Il museo ci è sembrato diverso da quelli che si
visitano abitualmente nelle gite scolastiche, perché il suo
impianto innovativo è organizzato in modo da non risultare
noioso.
Attraverso un’accurata selezione di materiali e documenti,
emerge una versione imparziale dei fatti dalla quale non può che
scaturire un messaggio di pace. |