“Le ville di delizie”

Reggia di Venaria Reale

Castello della Mandria

Palazzina di Caccia di Stupinigi

Castello di Moncalieri

Castello di Agliè

Castello di Masino

Castello di Racconigi

Villa di Santena

 

 

Dove ora sorge il Castello nel XII secolo si trovava una fortezza di forma quadrata costituita da una parte centrale circondata da quattro torri; la roccaforte aveva funzioni prettamente difensive e apparteneva ai marchesi di Saluzzo.

Nel 1300 passò a dei nuovi proprietari, i Savoia Acaia, appartenenti al ramo cadetto della celebre famiglia. Nel 1605 morì l’ultimo discendente e il castello divenne proprietà dei Savoia Carignano; il principe Emanuele Filiberto detto “il Muto” incaricò l’architetto Guarino Guarini di ampliare la struttura originaria costruendo la facciata nord in stile barocco piemontese.

Il secolo successivo fu affidata all’architetto Battista Borla la costruzione della facciata sud in stile neo-classico.

Nel 1831 la residenza divenne proprietà di Carlo Alberto Re di Sardegna ; il sovrano fece ampliare il castello di Racconigi al fine di accogliere la corte durante il periodo estivo. All’ edificio originario furono aggiunte due ali laterali più basse che s’univano alle torri precedenti, creando in questo modo due cortili interni; furono inoltre progettati dei fabbricati situati lateralmente adibiti ad accogliere il personale di corte.

Successivamente non furono più apportate modifiche significative: ecco come appare la facciata sud del castello oggi.

All’entrata del castello troviamo il Salone delle feste in stile settecentesco, costruito al tempo di Ludovico Vittorio quando l’antico cortile medioevale fu voltato con un soffitto a cassarmonica.

Il salone era utilizzato per feste, balli , ricevimenti che ricordavano lo stile di vita sontuoso di Palazzo Reale: Per i musicisti vi era una vera e propria balconata detta Il Loggione dei musici. L'ambiente veniva anche chiamato Salone di Ercole in quanto il tema mitologico, il riferimento ad eroi dell’antichità era molto diffuso nelle decorazioni: ci sono anche statue che rappresentano le dodici fatiche dell’eroe

Il salone è stato decorato da Battista Borla che probabilmente scelse Ercole per sottolineare la grandezza del principe ; l’eroe mitologico di forza fisica e mentale non comune diventerà infatti simbolo di casa Savoia.

Altra tematica importante presente nella sala è la caccia: spiccano infatti numerosi trofei. Nel ‘ 700 diventa un vero e proprio sport la cosiddetta chasse à la court.

L’ampio ambiente successivo fu costruito nel 1800 per volere di Carlo Alberto. I lavori furono affidati a Carlo Bellosio il quale apparteneva al gruppo di Pelagio Palagi ( l’architetto che ampliò il castello ) . Anche qui le decorazioni sono legate alla mitologia greca : al centro della sala troviamo la rappresentazione di Zeus circondato dai dodici segni zodiacali ed altre divinità. Sul soffitto e sulle statue troviamo il tema delle quattro stagioni tramite decorazioni alla grottesca o alla pompeiana. Il pavimento è caratterizzato da un disegno a foglia di palma ( tipico elemento decorativo usato da Pelagio Palagi come firma ) .

Usciti dal salone abbiamo percorso un lungo corridoio intervallato da numerose camere La galleria dei ritratti una pinacoteca di circa tremila pezzi. I ritratti appartengono a personaggi di casa Savoia e offrono importanti esempi della cultura nobiliare dell’ epoca . Per esempio il ritratto di Umberto Biancamano è puramente fantasioso, il presunto capostipite della famiglia Savoia è rappresentato simile ad un angelo; anche il busto di Carlo Alberto è estremamente idealizzato.

Lungo il corridoio sono presenti numerosi appartamentini per i principini ospitati collegati ai piani ammezzati ( più bassi rispetto le imponenti stanze principesche ) dove vivevano le balie.

Successiva alla Galleria dei ritratti troviamo quella dei cardinali . Nello spazio che era stato ideato per la sala da pranzo, per la stretta vicinanza con le cucine che si trovavano giusto al di sotto , il re si vide costretto a costruire, invece, una serie di appartamenti per ospitare i Cardinali in visita. Molto particolare è l’idea di posizionare su ciascuna porta una targhetta con il nome dell’ ospite accanto al numero della camera, in tal modo ognuno aveva la propria chiave come è previsto negli hotel moderni.

Al termine del corridoio sulla sinistra ha inizio una serie di camere chiamate l’appartamento cinese arredato per lo zar Nicola II Romanov di Russia ospitato nell’ ottobre 1909. Fu prestata grande attenzione a tutti i particolari come il lampadario in stile rococò con appliques coordinate; venne inoltre introdotta una prima forma di riscaldamento. Il nome dell’appartamento si riferisce ad uno spiccato gusto per l ‘arredamento orientale estremamente popolare alla fine del ‘600, quando si diffuse una vera e propria moda per tutto ciò che era esotico, le cosiddette cineserie. La portantina per bambini che troviamo al centro della stanza era stata donata da Luigi XIV. Le pareti sono ricoperte di una preziosa carta di riso proveniente dall’ Asia, decorata a mano da un artista londinese che si è conservata ottimamente dal 1757 grazie ad un particolare processo di applicazione. Infatti tra il muro originario e quello decorato si trova un’intercapedine in legno che evita il passaggio dell’umidità .

L’ appartamento è poi costituito da una sala da tè in stile veneziano ( spiccato uso del rosa e del verde chiaro ) che lo collega con la sala da pranzo. L’ ultimo ambiente è ispirato a Diana ( la dea della caccia) per questo definita stanza gemella al Salone di Ercole . Possiamo osservare sulla parete cerchi con decorazioni a stucco e sul soffitto una rappresentazione di Apollo con il carro del sole.

All’ interno del castello non poteva mancare una stanza riservata agli uomini la sala dei Militari anche chiamata Salone del caffè dove il sesso forte si riuniva a fumare e a discutere . Anche le decorazioni rispecchiavano gli interessi maschili riguardanti soprattutto guerre e battaglie .

Nel salone d’onore possiamo osservare i ritratti di Carlo Alberto e di Maria Teresa di Toscana e uno splendido orologio da tavola raffigurante la cattedrale di Reims . Il soffitto è decorato con formelle azzurre su cui erano incise le iniziali del re .

Lo Studio etrusco era utilizzato dal re per ricevere i ministri e per svolgere le faccende politico-amministrative. Per accedervi era necessario passare attraverso la sala d’ aspetto: il Salottino di Apollo. Poiché questi era considerato dio delle arti, della musica e della poesia, in essa vi erano le figure di Dante e Virgilio seduti uno accanto all’ altro.

Un’ intera stanza era adibita alla Sala da gioco maschile dove troviamo un pregiato biliardo in legno pregiato costruito su misura da Pelagio Palagi per il re Carlo Alberto che era alto 2,04 m .

Anche le donne potevano riunirsi per giocare a bridge (allora chiamato wist) in una sala apposita, decorata con la presenza di Eolo, il dio dei venti.

Troviamo inoltre due gallerie più moderne in una delle quali fu installato uno dei primi cinematografi.

In questo piano si trovano le stanze da letto dei reali .Quella di Maria Teresa era preceduta da un’anticamera caratterizzata da un pianoforte Sala della musica. La stanza vera e propria era arredata con mobili in legno intarsiati da Pelagio Palagi , un letto in ferro battuto vicino al quale si trovava un quadretto raffigurante la Santa Sindone e la culla del bambino protetta da una zanzariera. Questa camera era anche utilizzata come stanza degli ospiti.

La lunghezza limitata dei letti era giustificata dal fatto che dormivano seduti appoggiati ad un ampio cuscino a causa dei problemi respiratori molto diffusi all’epoca, causati dall’umidità e dalla gotta. Anche la camera di Carlo Alberto risponde a queste caratteristiche.

Per accedere al secondo piano si passa attraverso la cosiddetta Scala d’onore sulle cui pareti è disegnato l’albero genealogico dei Savoia e alcuni luoghi significativi legati alla famiglia: come l’ Abbazia di Hautecombe dove sono sepolti i rappresentanti di questa casata ed ancora la basilica di Superga e la Sacra di San Michele. E’ inoltre rappresentata un’ aquila con uno scudo crociato simbolo della dinastia sabauda.

Il secondo piano è quello della vita privata; non esistono particolari regole per la destinazione e l’arredamento degli ambienti. La prima stanza è il salone della lettura usato anche come salotto. Gli arredi sono legati soprattutto al gusto degli abitanti .In questa stanza è stato utilizzato molto legno e la tecnica decorativa del trompe l’oeil per il soffitto in modo da creare finte architetture.

La seconda stanza risulta un po’ più spoglia anche per il soffitto non decorato a causa dei gravi danni provocati dall’incendio del1 1855.

Il terzo ambiente è la camera da letto di Maria Teresa costituito dal suo letto, una culla e un tavolo grande per banchetto. Sulla parete troviamo un quadro che rappresenta il progetto originario del castello di Rivoli .

Osserviamo poi una serie di ambientini più piccoli adatti anche a creare maggior intimità.

Le ultime stanze sono anche le più moderne, dove vivevano Vittorio Emanuele III e la Regina Elena. La loro è una camera in stile liberty accanto alla quale troviamo la sala da bagno con due porte : quella di sinistra che la collega alla camera oscura dove la regina Elena, appassionata di fotografia, sviluppava personalmente le foto.

L’ultimo ambiente è il Salottino della musica con soffitto decorato con strumenti musicali , e lampadario in vetro di Murano.

All’esterno l’immancabile, vastissimo parco, costituito da una serie di piccoli edifici come il cinile, dove veniva custodito e addestrato un centinaio di cani da caccia delle migliori razze, una casetta di caccia costruita davanti ad un raffinato tempietto gotico, simile alle abitazioni russe dette “dacie”, in occasione della visita dello czar; dal porticato della casetta è possibile notare in lontananza l’ombra scura della Grotta di Merlino, affacciata a sua volta su uno dei laghi che costellano il parco.

Il giardino raggiunse queste dimensioni con Carlo Alberto nel 1776. Fu poi Giuseppina di Lorena a trasformarlo in un parco facendo piantare numerosi alberi ad alto fusto. La cura dello spazio verde fu interesse di numerosi professionisti: per esempio nel 1815 l’architetto Kurten inserì una serie di alberi piantati in cerchio, a filare semplice o doppio, tipico del parco all’inglese: non era un paesaggio naturale, ma si presentava estremamente curato nei minimi dettagli. In seguito Giacomo Pregliasco introdusse elementi architettonici come la “fagianaia” dove accanto ai fagiani si trovavano uccelli esotici testimoni della moda del tempo.

Alzando gli occhi al cielo si possono veder volteggiare alcuni esemplari di cicogne, aironi e altre specie protette dalla L.I.P.U da quando il Castello di Racconigi divenne un’oasi ecologica.

 

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