Storia

Home ] Su ] Denominazione ] Diffusione ] Simboli ] Dottrina ] I gruppi islamici ] [ Storia ] Riti ] La moschea ] Calendario e festività ] Arte ] Peccato ] La dieta dello spirito ] Digiuno ] La famiglia ] La giustizia ] Il lavoro ] La libertà ] La morale ] La morte ] La pace ] La politica ] La sessualità ] Il tabù del cane ] L'intervista ] Comunità islamica a Torino ]

 

Ritorno alla pagina: "Materiale prodotto dall'Istituto"

cartinaislam02.jpg (35402 byte)

L’islamismo basa il suo rapporto con la divinità su un totale "affidamento" o fede spontanea e radicale nei confronti di Allah, nome dato a Dio già dalle popolazioni preislamiche. Allah viene rappresentato come il solo (monoteismo rigidissimo) che si fa conoscere attraverso un messaggio (il Corano) profetico e rivelato (da Maometto).

I tre elementi centrali dell’esperienza religiosa islamica restano perciò – nonostante il tempo, il progresso, il contatto con altre culture- il monoteismo, il profetismo e la rivelazione.

L’islamismo è sorto nell’Arabia del VII secolo d.C., in cui esistevano culti di divinità connesse alle attività agricole e alla pastorizia. Non mancavano influenze dell’ebraismo, del cristianesimo e di altre sette gnostiche. Maometto (il "Lodato") nacque nel 570 d.C. alla Mecca, luogo sacro perché custodiva la Caaba, cioè il "Cubo", un edificio cubiforme che conserva la "Pietra nera", probabilmente un meteorite, che gli arabi credevano mandato da Dio.

Si narra che la madre di Maometto vedesse in visione i castelli della Siria e che udisse la voce di un angelo che le diceva: "Tu sarai la madre del profeta del mio popolo". Maometto, rimasto orfano, fu preso in custodia da una famiglia di parenti, che ricoprivano l’incarico di custodi della Caaba e dei pellegrinaggi. Da giovane Maometto si occupò di commercio e prestò servizio nella casa di una ricca vedova, Kadigia, che poi sposò. A quarant’anni cominciò ad avere visioni: gli apparve l’angelo Gabriele che gli comandò di leggere un libro; pur non sapendo leggere, Maometto cominciò a recitare i versetti del libro. Questa rivelazione ed altre che seguirono sono all’origine del Corano, in arabo "Al Qoran" (= recitazione), ritenuto dagli islamici vera parola di Dio. Le persone che lo seguirono fin dall’inizio divennero poi i suoi successori. Non furono accolti benevolmente dai loro concittadini, tanto che dovettero rifugiarsi altrove. Maometto si trasferì a Medina. Era l’anno 622 d.C.; questa "fuga" (Egira) che segna la scissione e la rottura con i precedenti legami tribali, dà inizio all’era musulmana.

In questa città Maometto si convinse che bisognava diffondere la nuova fede con la Guerra santa (Djihad). Promosse il culto della Caaba per far adorare un solo Dio che designava con il termine arabo già usato da molti nomadi preislamici: Allah.

Parlò sempre con rispetto di Gesù (Isa) di cui però non accettava la crocifissione. Credeva di essere stato mandato da Dio per dare agli arabi il Corano, come Mosè (Musa) la Legge agli ebrei e Gesù il Vangelo ai cristiani.

Fu sicuramente un capo guerriero indomito; la sua sfortuna, secondo la cultura islamica, fu di avere solo figlie femmine.

Maometto morì nel 632 d.C.; gli succedette il suo fedele amico Abu-Bakr, che divenne così il primo califfo, cioè successore del Profeta. Con lui iniziò la grandiosa espansione dell’islamismo, che portò in pochi anni le armate vittoriose dei nuovi monoteisti dalle coste atlantiche fino all’India.

 

 

Home ] Su ] Denominazione ] Diffusione ] Simboli ] Dottrina ] I gruppi islamici ] [ Storia ] Riti ] La moschea ] Calendario e festività ] Arte ] Peccato ] La dieta dello spirito ] Digiuno ] La famiglia ] La giustizia ] Il lavoro ] La libertà ] La morale ] La morte ] La pace ] La politica ] La sessualità ] Il tabù del cane ] L'intervista ] Comunità islamica a Torino ]