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Ritorno alla pagina: "Materiale prodotto dall'Istituto"

Sull’esistenza storica di Cristo, dalla cui predicazione ha avuto origine il cristianesimo, non ci sono dubbi. Egli nasce sei o sette anni prima della nostra era (a causa di un errore di datazione), durante l’impero di Cesare Augusto, a Betlemme di Giudea. La parte più interessante della sua vita è, senza dubbio, quella condotta in pubblico, che ha inizio nel 26 d.C. con il suo battesimo nel fiume Giordano, per opera di Giovanni Battista. Egli afferma di essere figlio di Dio e la sua missione è quella di trasmettere la "buona novella" agli uomini, inducendoli così alla conversione e permettendo loro di entrare a fare parte del regno del Padre. Per diffondere il suo messaggio compie miracoli, narra parabole e raccoglie intorno a sé i 12 discepoli, perché continuino la sua opera dopo la sua morte. Gesù Cristo è condannato a morte come ribelle dalle autorità romane per essersi proclamato Re dei Giudei. Secondo i cristiani dopo la sua morte sarebbe risorto e avrebbe inviato alla sua comunità, la Chiesa, lo Spirito Santo, per guidarla nel suo cammino di predicazione ed evangelizzazione. La legge fondamentale per Cristo, esplicitata nel cosiddetto Discorso della montagna è l’amore: sono beati i miti, i poveri, i misericordiosi, i perseguitati; sono condannati la ricchezza e il potere.

Le prime comunità cristiane compaiono già nel I secolo d.C.. Esse vivono nella preghiera, nella celebrazione della Cena (= Eucarestia), nell’ascolto della parola trasmessa dagli apostoli, nella comunione dei beni. Ma la religione cristiana è ferocemente avversata dal potere dominante romano per le idee di fratellanza e uguaglianza che predica, per il rifiuto di assolutizzare lo stato e rendere il culto dovuto all’imperatore. I cristiani sono inoltre accusati dall’opinione pubblica di molti crimini, quali cannibalismo (con riferimento all’Eucarestia), incesto, alto tradimento, ecc. Secondo la tradizione sono dieci le persecuzioni scatenate dai vari imperatori romani, ma non valgono a frenare l’espansione della nuova religione che, anzi, trova nei martiri la sua forza. Con l’editto di Costantino nel 313 è assicurata libertà di culto ai cristiani e il Concilio di Nicea del 325 consolida il movimento realizzando un’unità dottrinaria e un’organizzazione ecclesiastica a livello universale. Quando l’impero romano comincia a sfasciarsi sotto l’urto delle invasioni dei popoli germanici, la Chiesa si trova davanti al compito di "evangelizzare" i nuovi popoli; in quest’opera, sostanzialmente conclusa all’epoca di Carlo Magno, il monachesimo svolge un ruolo importante. L’unità che Carlo Magno dà al suo impero si traduce anche in un processo di riassestamento della Chiesa, ma la successiva caduta dell’impero carolingio porta ad una crisi all’interno della stessa Chiesa, da cui però quest’ ultima si rialza con un complesso di riforme ad opera di Gregorio VII. Non mancano vivaci contrasti con l’autorità imperiale, che culminano nella lotta per le investiture del secolo XI.

Nello stesso periodo una serie di dispute teologiche, aggravate da tensioni politiche, portano allo Scisma della Chiesa d’Oriente nel 1054. Inoltre, sono molto vivaci i movimenti millenaristici: nell’ attesa della fine del mondo e del giudizio universale, i seguaci di tali movimenti rifiutano gli aspetti istituzionali della Chiesa, la sua organizzazione, le sue proprietà temporali, i suoi dogmi. Tra loro ricordiamo i gioachimiti, i fraticelli, i flagellanti, le beghine, i valdesi.

Durante il secolo XII prende consistenza lo stato della Chiesa (Lazio, Umbria, Marche, parte dell’Emilia). Nei secoli XV e XVI si diffondono nei vertici gerarchici della Chiesa stessa corruzione e malcostume.

In questo situazione Martin Lutero elabora la dottrina della giustificazione attraverso la sola fede; è dichiarato eretico, ma rifiuta di ritrattare: è l’inizio della Riforma protestante. Nascono varie Chiese nazionali, tra cui quella inglese, che sorge per la ribellione del re Enrico VIII. Per rimuovere le cause che hanno portato alla Riforma, è promosso da parte cattolica un movimento di rinnovamento della Chiesa chiamato riforma cattolica o contro riforma che ha il suo culmine nel Concilio di Trento (1545-1563).

Dopo la scoperta dell’America (1492) cominciano a sorgere missioni nel Nuovo Mondo. Nel 1609 i Gesuiti creano la prima "riduzione" nel Paraguay, con lo scopo di alleviare la sofferenza cui sono sottoposti gli indios dai colonizzatori bianchi. Papa Gregorio XV istituisce a Roma un organismo preposto alla diffusione del Vangelo attraverso i missionari (propaganda fide). I missionari si diffondono in tutto il mondo, promuovendo l’avvio di opere di utilità pubblica.

Il contributo della Chiesa al miglioramento sociale si manifesta anche in risposta al processo di industrializzazione, che ha creato forti squilibri nelle masse rurali ed operaie: nel 1841-45 Giovanni Bosco avvia a Torino le prime scuole professionali per i giovani abbandonati; nel 1846 Kolping organizza associazioni in Germania, nel 1871 Leonardo Murialdo fonda le "Unioni Operaie Cattoliche", il primo ufficio cattolico di collocamento, il primo dopo-lavoro e la cassa pensione previdenza per vecchi inabili ed infortunati del lavoro. Anche alcuni papi si occupano della questione sociale e le dedicano encicliche: si ricorda tra queste la "Rerum Novarum" (1898), di Leone XIII.

Per quanto riguarda la chiesa ortodossa, con la rivoluzione russa del 1917, iniziano le persecuzioni con conseguente chiusura di chiese, imprigionamenti di membri del clero e confisca di proprietà. Solo a seguito dell'attacco della Germania nazista contro l'Unione Sovietica, nel 1941, la chiesa ortodossa riacquista una parziale libertà, in quanto il governo ne cerca l'appoggio nella "guerra patriottica ".

Il 25 dicembre 1961 il papa Giovanni XXIII indice il Concilio Ecumenico Vaticano II, che si apre l’11 ottobre 1962. A papa Giovanni XXIII succede Paolo VI che apre la seconda sessione del Concilio nel settembre 1963 e lo conclude due anni dopo con un memorabile discorso e con i messaggi di tutti i vescovi del mondo ai governanti, agli artisti, alle donne...alla fine del Concilio, risultano promulgati sedici testi ufficiali, quattro costituzioni, nove decreti e tre dichiarazioni.

Prosegue intanto il cammino ecumenico, il 7 Dicembre 1967 il papa Paolo VI e il patriarca di Costantinopoli Atenagora aboliscono le rispettive scomuniche tra cattolici e ortodossi, e il 31 Ottobre 1999 cattolici e luterani siglano ad Augusta uno storico documento che risolve il tradizionale dissidio sulla giustificazione.

 

 

 

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