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Intervista con Elsa Bianco
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Elsa Bianco, presidentessa dell'Unione Buddhista Italiana, ci accoglie il 6 marzo 1999 nel centro buddhista di Val Della Torre La signora Bianco ci invita ad interpretare la grande diffusione che ha avuto il Buddhismo negli ultimi 30 anni, tanto da conquistare il mondo Occidentale (Europa e America): se già prima Questa filosofia era conosciuta, è solo recentemente che "è diventata pratica spirituale, pratica di vita" - sono le parole della signora Bianco - "per moltissime persone". La nostra accompagnatrice spiega il successo del Buddhismo facendo ricorso alla sua intrinseca flessibilità: "La sua mancanza di dogmi, il suo messaggio incentrato sulla responsabilità totale dell'uomo" ne fanno, infatti, una filosofia di pensiero capace di adattarsi a molteplici situazioni. Troviamo la conferma delle parole della signora Bianco nella stessa storia del Buddhismo: nato in India, si è poi diffuso a Ceylon, in Cina, in Giappone, in Tibet e in ogni regione ha saputo da una parte conservare la propria purezza e, dall'altra, assumere elementi della cultura locale, dando così origine alle diverse tradizioni theravada, ch'an, zen e tibetana. A fronte di queste premesse, appaiono legittime le supposizioni della signora Bianco, che ipotizza il sorgere, in qualche decennio, di una tradizione buddhista occidentale. Attualmente, certo, il Buddhismo viene ancora tramandato da maestri formatisi completamente in Oriente, come il lama Giang Ciub Sondup, tibetano, che insegna al centro buddhista di Val Della Torre. "I suoi discepoli" dice Elsa Bianco "godono di un mondo, il Tibet buddhista, che sta, per certi versi, scomparendo". Un aspetto interessante messo in luce dalla nostra guida è la diffusione, sul territorio (tibetana, theravada, zen), mentre in Oriente in ogni zona c'è una sola, forte tradizione. Tutte le correnti del Buddhismo, comunque, "si richiamano al lavoro interiore, alla trasformazione, alla purificazione dei propri atteggiamenti mentali per arrivare al superamento della sofferenza". Le differenze stanno nel metodo adattato per raggiungere la liberazione e l'illuminazione. In un centro zen, per esempio, si pratica lo san-zen. Per cui i discepoli, in un ambiente estremamente spoglio, si pongono in posizione di meditazione e cercano di fare il mentale. In un centro tibetano, invece, sono infiniti colori, forme e simboli ad agire sulla mente dei praticanti, portandoli a purificarsi da quelle che l'insegnamento tibetano chiama "energie perturbatrici".
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