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Il lavoro
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Secondo il Corano, luomo è il rappresentante di Dio sulla terra. Nel testimoniare la sua dedizione a Dio, il fedele deve impiegare tutte le sue forze creative. I problemi decisivi della vita possono essere risolti per mezzo delle capacità delluomo, ma sotto la guida di Dio. Appare chiaro da alcuni versetti del Corano che il musulmano non deve attendere che nella vita gli venga regalato qualcosa; egli deve lavorare per poter contare sul risultato desiderato. Scopo del lavoro è soddisfare le esigenze personali, ma anche estinguere una parte di quel debito che si ha nei confronti dei genitori, che infatti hanno provveduto con pazienza e sacrificio alla crescita dei figli. Una volta adulti, i figli devono ricordarsi dei loro anziani genitori, assistendoli attivamente. Ogni lavoro onesto e permesso dalla religione è degno di lode. Non è ammessa oltre alle opere ritenute generalmente immorali la produzione di alcolici e narcotici, tranne che per scopi medici. Un lavoro socialmente utile conta come servizio reso a Dio. La libertà delluomo, in base alla quale soltanto egli può essere giudicato eticamente e religiosamente, e il libero sviluppo delle forze creative sono le premesse di unesistenza consapevole, secondo i dettami della religione. Dove questa manca, non è possibile imitare fecondamente lesempio di Maometto. Solo sfruttando responsabilmente la sua libertà e mobilitando tutte le sue forze Maometto riuscì a diventare esempio trainante che i suoi seguaci tentarono di emulare per loro convinzione religiosa e per lamore che provavano per lui.
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