Conseguenze
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Conseguenze della globalizzazione

- Poiché è scomparso il legame tra impresa e territorio nazionale, la politica economica dei governi subisce pesanti vincoli, perdendo parte della sua efficacia. Infatti la globalizzazione esige che gli stati nazionali rinuncino ad una quota significativa della loro sovranità nazionale; se essi non hanno questa disponibilità, possono procedere sulla via dell'integrazione economica e politica.

- La globalizzazione dell'economia non consente più ad un paese, nemmeno nel breve periodo, di avere un tasso di inflazione superiore a quello dei paesi concorrenti, pena la perdita di posizioni sui mercati internazionali, quindi è necessario ridurre il tasso di inflazione, per stabilizzare i prezzi e quindi tutelare l'occupazione

- si rendono necessarie forti restrizioni alla politica di bilancio, con il contenimento della spesa pubblica per limitare il disavanzo e contenere il debito pubblico

- è necessario destinare risorse pubbliche ad investimenti nella ricerca e nella formazione scolastica e professionale dei cittadini, per difendere la competitività del sistema produttivo.

- è necessario evitare l'aumento del prelievo fiscale, per non deprimere l'economia e per non provocare la fuga di capitali all'estero, inevitabile con la libertà di circolazione.

- Si assiste ad uno spostamento delle produzioni e dell'occupazione dai paesi sviluppati, in cui i salari sono più alti, ai paesi in via di sviluppo, dove i salari sono più bassi. Il rischio di disoccupazione non colpisce chi ha un'alta professionalità, che, anzi, può trarre vantaggio da questo fenomeno.

- Non è possibile, però, ridurre l'intensità dello sfruttamento della manodopera nei paesi in via di sviluppo, aumentando i salari e migliorando le prestazioni dello stato sociale, perché questi paesi sono mercati promettenti per le economie già sviluppate e non possono rischiare ritorsioni commerciali; inoltre, perché lo sfruttamento della manodopera è l'unico strumento a disposizione di quesi paesi per competere sul mercato mondiale.

- Si assiste alla progressiva modernizzazione degli attori economici non occidentali e alla sempre crescente competitività e la sempre crescente produttività del lavoro.

- Con un limite superiore alla produzione vendibile, a causa della competizione, e con una produttività crescente, a causa dell'informatizzazione e dell'ingegneria sociale, tende a diminuire il numero dei lavoratori occupati, il che si traduce in disoccupazione crescente, e il numero di ore lavorate, il che significa il diffondersi di lavori a contratto.

- Se una comunità si sente minacciata dal fenomeno della globalizzazione, possono nascere in essa delle tendenze nazionalistiche.

- Nel mondo globale, oggi, l'Occidente deve fare i conti con la sfida di altre civiltà, e, in particolare, con quella dell'Asia, che rappresenta il problema economico, e non solo economico, del futuro. Per cercare di capire fino in fondo il fenomeno asiatico, pur con tutte le sue contraddizioni, bisogna analizzare tutti i suoi indicatori, economici e non economici, e soprattutto cercare di comprenderne le basi etico-culturali.

 

 

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