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Le biotecnologie vegetali
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Presupposti e teoria
Le tecniche
Piante ingegnerizzate
La Rivoluzione verde

 

Introduzione

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La produzione globale di cibo è aumentata rapidamente nei 60 anni trascorsi, tenendo il passo con l’espansione della popolazione.

Lo scopo principale della ricerca agricola continuerà ad essere l’aumento delle rese delle coltivazioni alimentari. L’ingegneria genetica vegetale sta rivoluzionando il modo di realizzare nuove varietà colturali. La biotecnologia è l’uso e la manipolazione d’organismi viventi, o di sostanze ottenute da questi organismi, per fabbricare prodotti di valore per l’umanità.

La biotecnologia esiste sin da quando le donne iniziarono ad addomesticare gli animali e a crescere colture per produrre cibo invece di dipendere da quello che potevano raccogliere in natura. Ad esempio i contadini del neolitico al momento della raccolta dei cereali selezionavano inconsapevolmente piante che producevano più semi per pianta, che avevano una maturazione uniforme dei semi che non venivano dispersi prima del raccolto.

Come l’agricoltura e l’industria divennero più interdipendenti e man mano che si sviluppò l’industria alimentare, sia le piante che i microbi vennero modificati per soddisfare i fabbisogni industriali. Le prime biotecnologie utilizzate per creare nuove colture migliorate furono la mutagenesi di semi tramite raggi x, l’ottenimento di embrioni derivanti da incroci interspecifici, precedentemente irrealizzabili, e la coltura sterile di organi e cellule vegetali. Prima i miglioramenti erano fortemente limitati dagli scambi genetici all’interno e fra le diverse specie, ora possiamo trasferire geni e quindi ereditare caratteristiche da organismi molto diversi fra di loro.

La biotecnologia agricola implica altre importanti nuove tecniche quali la cultura di tessuti vegetali e la produzione massale di agenti di controllo biologico. Le colture idroponiche sono la forma più semplice di biotecnologia vegetale.

Nel 1860 si scoprì che alcune piante potevano crescere in soluzione acquosa a patto che questa contenesse: nitrato di calcio, fosfato monobasico di potassio, solfato di magnesio e tracce di solfato di ferro; 50 anni dopo si scopri che in realtà i sali utilizzati nel 1860 erano impuri e quindi nella soluzione acquosa erano presenti altri otto elementi nutritivi in tracce. Queste scoperte sono alla base di tutte le ricerche sulla nutrizione minerale vegetale e per la formulazione di fertilizzanti inorganici per l’agricoltura. Le colture di piante in assenza di suolo, o idroponiche, divennero il fulcro biotecnologico di questa ricerca.

Oggi numerose imprese commerciali utilizzano la tecnica della pellicola nutritiva, ovvero una pellicola sottile di elementi nutritivi disciolti in acqua scorre attraverso un sistema radicale relativamente piccolo, il flusso continuo assicura che i nutrienti siano sempre disponibili alla pianta alle concentrazioni giuste.

A causa dell’alta richiesta di capitali e di energia, possono essere coltivate in questo modo solo colture di alto valore, ma non possono essere utilizzate per la coltura di materie prime quali mais, frumento e patate.

Si è molto parlato, sopratutto negli ultimi anni, di biotecnologie come di una novità volta a modificare radicalmente le nostre vite, in quest’area di progetto troverete un chiarimento su ciò che veramente rappresentano per noi. Gli scienziati tutt’oggi lavorano sulle biotecnologie vegetali per migliorare il nostro futuro e non, come spesso si legge sui giornali, per creare delle varietà dannose all’uomo o alla natura, il loro scopo è di rendere le specie vegetali più resistenti agli agenti patogeni, in modo da non dover più ricorrere all’uso di pesticidi, diserbanti etc.... Si sta cercando di aumentare anche la produttività di alcune specie, anche se purtroppo c’ è ancora molto lavoro da fare, si può comunque affermane che negli ultimi cento anni si sono compiuti passi da gigante in questo campo, che hanno portato ad un notevole miglioramento delle colture in tutto il mondo.

L’ingegneria genetica è uno degli strumenti più potenti che l’uomo abbia mai avuto a disposizione e come tale, spaventa per la possibilità di un uso incontrollato e quindi pericoloso che se ne potrebbe fare. La realtà è che una pianta trattata geneticamente può resistere meglio all’aggressione dei parassiti.

 

 

 

 

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