Anche se probabilmente le prime escavazioni di talco a Garida furono effettuate già nella prima metà dell'800, le prime informazioni ufficiali risalgono al luglio 1888. Nell'estate di quell'anno, infatti, il signor G.P. Tron, ottenne il permesso di escavazione di talco nei pressi dell'attuale miniera. La "Società Italiana Talco e Grafite" (SIGET) prelevò la miniera nel 1925, e questa società, oltre ad ampliare gli scavi e le ricerche, costruì la teleferica (funzionante nel 1927), utile per trasportare il minerale dal sito alla carrareccia di fondovalle, per un percorso di 3400 m; in precedenza il minerale veniva trasportato o a piedi, contenuto in grandi sacchi, o per mezzo della 'lisi', una particolare slitta utilizzata nella neve, soprattutto per il trasporto della legna. Dal fondovalle il minerale veniva poi trasportato con degli autocarri ad Avigliana, dove veniva macinato.

Dopo il fallimento della SIGET, avvenuto nel 1933, la miniera venne chiusa, ma pochi anni dopo, nel 1935, altri due potenziali padroni si fecero avanti, la 'Società Talco e Grafite Val Chisone' che possedeva tutte le azioni della SIGET, e il ragionier Emesto Fea di Torino, e si contesero la zona di escavazione; al rag. Fea venne accordato il permesso di ricerca alla destra orografica del rio Cevrero, mentre la sinistra tocco alla 'Società Talco e Grafite Val Chisone'. La miniera venne nuovamente chiusa nel corso della seconda guerra mondiale, questa volta non per fallimento, ma per carenza di manodopera, impiegata al fronte a combattere. I questo periodo venne fatto un uso

originale della miniera, fu usata infatti come rifugio, prima dalla popolazione civile, poi dai partigiani della Resistenza, che si nascondevano lì per sfuggire ai rastrellamenti tedeschi. Nel 1947 il ragioniere Fea ottenne il permesso di ampliare la zona di ricerca, che veniva allora chiamata Mole, e ampliò anche le escavazioni sul livello denominato Garida Nuovo. Altre società si interessarono in questo periodo a questa zona mineraria della valle, tra cui la 'Italminiere SRL' che svolse ricerche nel 1951 nella zona di Ruata.

Il rag. Fea, al fine di aumentare le ricerche e ricavare qualche contributo economico e tecnico, si rivolse nel 1956 al sig. Felice Parolaro di Sondrio, a cui estese il permesso di ricerca; questa collaborazione, nel 1957, si trasformò in società per azioni, e grazie ad essa, la zona di ricerca fu ampliata fino alla zona Piccere- Ciargiur, dando origine, nel 1959 alla miniera di Garida, vera e propria. Questa miniera rimase attiva fino al 1968, quando chiuse perchè il talco estratto era insufficiente per compensare i costosi lavori di estrazione. L'ultimo capitolo della storia della miniera di Garida comincia nel 1994, quando al ditta 'Lavori Minerari Rossi' ottiene il permesso di escavazione, e affiancata dall' 'Associazione per la Conservazione delle Tradizioni Minerarie' (ACTM), avvia il progetto di rendere la miniera in tutto e per tutto funzionante, ma anche visitatele da chi lo desideri, progetto che è ancora in svolgimento.