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Violenza e diritto nella II guerra mondiale
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VIOLENZA E DIRITTO NELLA II GUERRA MONDIALE
La I guerra mondiale provocò un numero di vittime spaventoso, ma in genere risparmiò i civili, i monumenti, gli ospedali, le chiese. Ciò era accaduto perché la guerra nata secondo i piani tedeschi come guerra di movimento si era presto trasformata in guerra di posizione. Nel corso degli anni 30 la Germania di Hitler crebbe dal punto di vista militare (soprattutto nel campo dellaviazione armi offensive-), e la II guerra mondiale fu così fin dallinizio una guerra di movimento. Per prima la Germania violò la legge del diritto bellico bombardando indiscriminatamente lInghilterra (1940) senza sconfiggerla. Questultima sempre con maggior coesione si schierò intorno al I ministro Churchill, che dal 1943 al 1945 bombardò la Germania in modo terrificante giustificandosi con la legge "occhio per occhio, ". Questi bombardamenti rasero al suolo migliaia di città tedesche, come per esempio Dresda, e uccisero moltissimi civili. Tutto ciò contribuì alla diminuzione dellopposizione interna contro il nazismo, che si arrese solo dopo il suicidio di Hitler. Il progetto segreto per costruire latomica fu diretto a Los Alamos nel New Mexico da Robert Oppenheimer e il primo test avvenne ad Alamogardo nel luglio del 1945. Il presidente Truman decise di sganciare le due bombe contro il Giappone, ormai debole ma non ancora arreso poiché la Germania era ormai sconfitta. Il 6 Agosto fu lanciata la prima bomba su Hiroshima, e tre giorni dopo laltra su Nagasaki. Esse causarono la morte di 400.000 persone per cause dirette o indirette (radiazioni, mutazioni, malformazioni) nei primi 2 anni, e altre 100.000 fino ai giorni nostri. Il governo giapponese rispose alla terribile offesa con una nota di protesta inviata agli Stati Uniti tramite la Svizzera, che manteneva i contatti tra i due stati belligeranti. Essa affermava che latomica non solo aveva violato le bomba atomica leggi dellumanità della coscienza e del buonsenso, ma anche quelle del diritto internazionale. Chiaramente l'arma nucleare aveva ucciso in modo indiscriminato militari e civili ed era unarma atta a causare sofferenze non necessarie. Ovviamente Churchill e Truman erano pronti a controbattere le accuse mediante tre
punti:
Tutti e tre gli argomenti appaiono molto discutibili. Iniziando dal secondo: esso applica il principio di rappresaglia lecita come soluzione degli illeciti dellavversario, e questo è scritto anche nel diritto internazionale. Essa però deve essere proporzionale alle offese, e su questo punto è palese linfrazione mostruosa. In secondo luogo i criminali di guerra giapponesi furono processati e condannati dai tribunali alleati, quindi risulta sproporzionata la reazione. Per quanto riguarda il terzo punto, si può affermare che per la distruzione di basi militari sarebbero state sufficienti le bombe convenzionali, precedute quasi sempre dal lancio di volantini per lavviso dei civili. Perché il lancio dellatomica, arma nuova e molto più potente delle altre era stata preceduta dalla stessa misura di avviso per i civili? Infine nellultimatum di Postdam la "distruzione totale" del Giappone assumeva un significato prettamente politico, quello di porre termine ad uninutile guerra ormai persa per il Giappone stesso. Per quanto riguarda il primo punto, bisogna notare che nel luglio del 45 era pervenuto a Stalin un messaggio dellimperatore del Sol Levante, che affermava di essere disposto ad altri compromessi ma NON alla resa incondizionata.
Attacco giapponese alla base statunitense di Pearl Harbour Tutto ciò ovviamente non interessò Truman che ritenne comunque indispensabile il lancio dellatomica. Inoltre dopo che il Giappone fu invaso, la figura dellimperatore fu comunque riconosciuta costituzionalmente. Dunque a chi o a che cosa giovò il lancio dellatomica? Ovviamente sono molte e diverse le risposte a questa domanda e variano a seconda della scuola di pensiero. Forse la più comune e diffusa è assimilabile al primo punto della giustificazione di Truman (le vite umane, linutile strage). Sin dal 1946, però, alcuni studiosi giustificavano il lancio della bomba ricorrendo ad uninterpretazione che tiene conto del crescente attrito tra U.S.A. e Russia. Questultima voleva avere legemonia sui paesi dellest invasi dallArmata Rossa, e sia Churchill che Truman erano ormai sicuri di avere bisogno della Russia per porre fine alla guerra. La bomba atomica concluse quindi il conflitto, senza un ulteriore ricorso alla potenza militare della Russia nel Pacifico.
c. CRIMINI DI GUERRA E CRIMINI CONTRO LA PACE E LUMANITA Gravi furono i problemi di tipo giuridico e morale sorti dopo la I guerra mondiale, a causa dellenorme strage; ci si convinse finalmente del fatto che la pace doveva essere lobiettivo finale cui lumanità doveva tendere, e che chi vi attentasse doveva essere soggetto a pene severe. Emersero alcune proposte di giudizio dei capi di stato o di governo ritenuti responsabili; esse però non vennero attuate sia perché non esistevano norme giuridiche che indicassero i fatti punibili, sia perché mancavano le norme che precisassero uneventuale pena, e ancora perché mancava un giudice per giudicare le varie responsabilità.
Vittime di Hiroshima Allindomani della II guerra mondiale, però, le potenze vincitrici ritennero finalmente opportuno punire i responsabili di crimini spaventosi che avevano superato ogni limite. Per prima cosa la Germania aveva violato il patto Briand-Kellog del 1928, scatenando una brutale aggressione contro paesi completamente pacifici. Nel corso della guerra, poi, milioni di persone innocenti erano state sterminate nei lager per motivi razziali o politici. Si formò così il Tribunale militare internazionale che a Norimberga processò i massimi responsabili politici. A difesa degli incriminati, però, si delineavano due critiche nei confronti del processo: 1) al momento dei fati non esistevano norme internazionali che li indicassero come delitti (questo contrasta il principio universale del diritto -"la punizione è possibile solo se la legge che è stata violata già esisteva al momento dellatto e se la pena era già stata prevista"-. 2) il Tribunale era composto da membri delle potenze vincitrici, che giocavano il ruolo di giudici e parti in causa, offuscando la neutralità del processo stesso. Infine alcuni criminali cercarono di giustificarsi affermando che avevano compiuto determinati atti solo perché ciò era stato ordinato dal governo. Evidentemente il Tribunale, nelle sentenze con cui comminava alcune condanne a morte, affermò che tutte le critiche diventavano nulle dal momento che alcuni violentemente e freddamente avevano infranto le leggi dellumanità e le norme del vivere civile. Infine il fatto che alcune persone avessero agito per ordine del governo non li esimeva da responsabilità: la loro fu considerata una scelta consapevole e "volontaria" dal momento che tutti erano al corrente dei crimini che il nazismo aveva commesso contro i diritti delluomo. In questo tragico contesto riemerge la problematica di origine giusnaturalistica dei diritti delluomo considerati anteriori alla stessa legge positiva dello stato. Così nel 1950 furono affermati da una commissione internazionale di giuristi i seguenti principi di Norimberga:
Questi principi erano però ancora ambigui perché, per esempio, utilizzando il termine "aggressione" senza prima definirlo, e poiché ritenevano crimine soltanto latto commesso in connessione o in conseguenza di crimini di guerra, non erano considerati tali gli atti disumani compiuti allinterno di uno stato non belligerante. Inoltre non specificavano né una pena precisa, né lesistenza di un Tribunale internazionale. In quegli anni tuttavia gli Stati Uniti avevano approvato una legge contro il genocidio, vietato sia durante la guerra, sia durante la pace. Inoltre nel 1949 una conferenza diplomatica approvava le 4 convenzioni di Ginevra, che stabilivano che i civili non dovevano essere attaccati o presi come ostaggi, che erano vietate le rappresaglie che violavano il diritto alla vita o alla dignità personale dei civili. Anche queste norme sono state violate più di una volta, ma nessuno Stato lha mai ammesso. Negli anni 60, durante la guerra in Viet nam numerosi filosofi e uomini di cultura formarono un organismo di indagine sulla guerra (tribunale Russell), che portò alla luce che gli U.S.A. avevano agito senza rispettare le leggi di guerra, avevano, per esempio, bombardato obiettivi non solo militari. Questo Tribunale aveva però solo il compito di indagare e di analizzare, non di giudicare, né di condannare. Una seconda sessione del Tribunale denunciò le violenze delle dittature militari nellAmerica latina. Fu poi istituito il "Tribunale dei popoli", che assunse leredità morale del Tribunale Russell, ma che non si fondava solo sulla "Dichiarazione universale dei diritti dei popoli", ma anche sul principio del "non aver ricevuto il mandato da nessuno", quindi era molto più libero e autorevole. Unultima eco del Tribunale Russel fu nel 1983 la riunione a Norimberga contro le armi nucleari, per la protezione della terra e dellumanità. Scrisse uno dei giuristi: "Oggi bisogna imporre il diritto internazionale per sopravvivere, perché dopo una eventuale III guerra mondiale non vi sarà più alcun Tribunale che difenderà lumanità, poiché lumanità stessa non ci sarà più."
Pablo Picasso "Guernica". L'opera rappresenta la guerra civile in Spagna vista dal pittore. |
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