La Società delle Nazioni
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LA SOCIETA’ DELLE NAZIONI (approfondimento)

Durante la I guerra mondiale, mentre infuriava la forza devastatrice della violenza dei nazionalismi, c’era chi progettava una diversa oganizzazione dei rapporti internazionali che potesse assicurare il trionfo duraturo della pace : si voleva la costituzione di una vera e propria Società tra gli Stati.

Questi ambiziozi propositi, tuttavia, non andavano al di là delle discussioni tra intellettuali. Bisogna attendere il 1918 per avere una vera e propria posizione ufficiale a favore di un organizzazione per il mantenimento della pace : il Presidente Wilson, con i suoi famosi 14 punti affermava che " una nuova associazione generale delle Nazioni dovrà essere formata per fornire delle mutue garanzie di indipendenza politica e di integrità territoriale ai grandi come ai piccoli Stati ".

Dalla conferenza della pace del 28 Aprile 1919, conclusa la guerra mondiale, fu costituita la Società delle Nazioni, un grande organismo internazionale con sede a Ginevra, al quale si volle affidare, conformemente ai principi di Wilson, il compito di regolare pacificamente le controversie internazionali.

I membri della Società delle Nazioni erano, oltre agli Stati vincitori della guerra mondiale che avevano firmati i trattati, anche altri 13 Stati neutrali durante il conflitto. C’era inoltre la possibilità che entrasse a farne parte qualsiasi Stato indipendente che avesse accettato gli obblighi derivanti dal patto e fosse stato ammesso all’Assemblea. Erano però esclusi, oltre alla Russia sovietica, anche la Germania, e per volontà del risorto isolazionismo americano, gli USA.

 

La struttura e le attività della Società delle Nazioni

Rispetto al passato la Società delle Nazioni rappresentava un vero e proprio progresso. Essa aveva una struttura tripartita: un Consiglio, un'Assemblea di cui facevano parte tutti gli Stati membri, e un Segretario permanente.

Il Consiglio, che decideva all'unanimità, era competente a trattare tutte le questioni di carattere internazionale e che potessero mettere in serio pericolo la pace nel mondo. In caso di guerra era il Consiglio che formulava proposte agli Stati membri circa le misure militari da adottare nei confronti dello Stato aggressore. Il Consiglio si riuniva almeno una volta l'anno, ma le riunioni divennero presto quattro.

L'assemblea comprendeva rappresentanti di ciascuno stato membro che disponeva di un voto. Le sessioni avevano luogo una volta all'anno a Ginevra, nel mese di Settembre. L'Assemblea eleggeva un proprio Comitato esecutivo (un Presidente e sei vicepresidenti) e nominava sei commissioni permanenti specializzate per ogni argomento.

Il Segretario aveva il compito di preparare documenti e studi per l'Assemblea e per il Consiglio, nonché l'ordine del giorno delle sessioni dell'Assemblea.

Per la soluzione delle controversie di natura più strettamente giuridica veniva poi istituita una Corte Permanente di Giustizia Internazionale, prima giurisdizione di carattere internazionale.

Per quanto riguarda le attività della Società delle Nazioni è importante citare il Sistema di Amministrazione dei territori coloniali , che venivano affidati attraverso dei mandati ad uno stato sviluppato con il compito di favorirne la crescita economica e sociale. Importante fu anche la tutela delle minoranze etniche. Il problema cruciale era quello dello smembramento dell'impero coloniale tedesco e dell'attribuzione di alcuni territori appartenuti all'impero Ottomano.

Anche sul versante della concreta attività di soluzione delle controversie, non mancarono alcuni successi, seguiti però da altre imprese di insuccesso, che evidenziavano le difficoltà interne della stessa Società.

Significativo fu l'intervento durante la crisi greco-bulgara, in cui i Greci attaccarono la Bulgaria in direzione di Petric. Il governo bulgaro si rivolse subito alla Società dell Nazioni, che prontamente impose ai due contendenti di non usare la forza militare e inviò degli osservatori nel posto. I Greci evacuarono subito il territorio bulgaro. Ne derivò quindi un'impressione assai positiva di immediatezza operativa coronata da successo, che rafforzò nell'opinione pubblica la fiducia nella nuova Società.

Questo fu però forse l'unico vero successo; iniziò quindi un periodo di declino.Significativo fu l'insuccesso  in Manciuria, causata dall'attacco del Giappone, che la Società delle Nazioni cercò di risolvere pacificamente, ma invano (ciò che ottenne fu soltanto la volontaria uscita del Giappone dalla Società). Successivamente, durante l'invasione dell'Etiopia da parte dell'Italia, la Società delle Nazioni impose delle sanzioni economiche a danno del Paese aggressore, che però in realtà non servirono perché di fatto molti dei Paesi appartenenti al sistema di sicurezza collettiva continuarono a fornire i prodotti all'Italia, che si impadronì dell'Etiopia con la forza e contro la volontà della Società, che dovettere registrare un altro smacco.

 

 

 

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