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I rischi di una guerra accidentale
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I rischi di una guerra nucleare accidentale È poco probabile un "primo colpo" calcolato a sangue freddo da parte di una delle potenze nucleari. Cè tuttavia il pericolo di un impiego non premeditato degli ordigni nucleari. Le potenze nucleari (Stati Uniti, ex Unione Sovietica, Francia, Gran Bretagna, Cina, India, Pakistan, Israele) potrebbero dar luogo a lanci accidentali di missili nucleari. Cè la necessità di fornire maggiore sicurezza alle installazioni militari. Il problema è che in alcune di queste potenze, soprattutto per quanto riguarda le più recenti, la stabilità politica è dubbia, quindi la sicurezza raggiunta potrebbe essere annullata da stravolgimenti sociali o politici. Rimane tuttavia il fatto che la maggiore minaccia di una guerra accidentale è rappresentata dagli arsenali degli Stati Uniti dAmerica e della Russia, che ha ereditato la parte più grossa dellarsenale nucleare dellex Unione Sovietica. In questo senso si sta cercando di dotare i missili di "serrature" e di sistemi di disattivazione subito dopo il lancio. Durante il periodo precedente la caduta dellUnione Sovietica le tensioni interne avevano aumentato le probabilità ed il rischio che gruppi etnici ribelli od organizzazioni separatiste si impadronissero di armi nucleari. Anche gli Stati Uniti corrono il rischio che le armi vengano impiegate in modo contrario alle intenzioni delle autorità legittime. Lorganizzazione delle forze missilistiche in entrambe le maggiori potenze nucleari è tale da permettere che un lancio di più missili sia facile quanto quello di uno solo. Un lancio accidentale potrebbe portare allesplosione di centinaia di testate nucleari. I comandanti delle due forze strategiche devono saper prevenire un uso sbagliato dei missili, ma anche saperne far uso se autorizzati a farlo. I dispositivi di sicurezza potrebbero rendere più difficoltoso un lancio "legittimo" ordinato dalle massime autorità. Anche per questo motivo i comandi militari sono restii ad adottare migliori misure di sicurezza. Nonostante le complessità della materia oggi è possibile sviluppare sofisticate filosofie di progetto e procedure dimpiego per mantenere il controllo su decine di migliaia di testate nucleari. Delle situazioni di crisi potrebbero però far privilegiare al governo il controllo attivo degli armamenti anziché la sicurezza. Negli Stati Uniti, rispetto allex Unione Sovietica, ci sono più persone in grado di ordinare ed attuare una attacco, poiché da parte russa le massime autorità politiche devono essere informate del cambiamento del livello di allarme. Un altro pericolo deriva dal fatto che da entrambe le parti i comandanti devono lanciare i missili per rappresaglia se viene confermato un attacco della fazione avversa, anche prima che si sia effettivamente verificata unesplosione sul territorio. Cè pochissimo tempo per capire la reale entità di un attacco, quindi le decisioni possono essere condizionate da falsi allarmi ed errori di valutazione. Ci sono stati, dal 1979 al 1984 circa 2600 falsi allarmi ogni anno, pervenuti al comandante del NORAD (North American Defense Command). Una o due volte allanno lallarme si protrae abbastanza da far scattare lo stato di allerta nucleare. Per ridurre il rischio generale bisognerebbe diminuire il livello di prontezza degli armamenti nucleari. Le potenze hanno sempre una buona percentuale dellarsenale pronto ad essere lanciato in pochi minuti.
A fianco, un silo missilistico statunitense.
Bisogna però aggiungere che allinizio del 2000 cè ormai una situazione mondiale che ha abbandonato il sistema bipolare, in seguito allo smembramento dellUnione Sovietica, per passare ad uno unipolare e forse in futuro, come molti pensano, ad uno multipolare, per cui allo stato attuale delle cose sempre più paesi hanno (forse non ufficialmente) la bomba atomica, e le relazioni tra le potenze nucleari non sono più ridotte a quelle tra U.S.A. ed ex URSS e di conseguenza sono più complesse da gestire.
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