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Il fattore geografico
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Importanza del fattore geografico nella strategia La geografia ha sempre condizionato gli sviluppi politici, economici, sociali e militari dei vari stati. Dal punto di vista della conduzione di una guerra nell'era nucleare, i terreni montani ed alpini conservano la loro importanza nel campo della sicurezza e della protezione. Per esempio, la pianura, meno protetta, è la più soggetta all'offesa. La figura, cioè la forma che può assumere il contorno di uno stato, conserva ancora oggi la sua importanza per vari motivi, tra cui quello della compattezza dello stato; ad esempio, l'Italia con la sua forma allungata risulta divisa in differenti contesti geopolitici. Così anche è importante la posizione (cioè la caratteristica di stato insulare, peninsulare o continentale) insieme al clima. Anche l'idrografia può condizionare l'assetto geopolitico di uno stato, in quanto i fiumi possono costituire un elemento di coesione di un territorio. Secondo la concezione romana, essi agevolano il formarsi di uno stato quando si irradiano da un nucleo centrale, mentre lo ostacolano quando essi scorrono parallelamente gli uni rispetto agli altri. Molti esempi nella storia sembrano avvalorare quest'ipotesi: per esempio, la Cina medievale non fu mai un vero stato, a causa della presenza di molti corsi d'acqua tra loro paralleli; lo diventò solo grazie ad un regime autoritario. L'estensione può avere una grande importanza da un punto di vista strategico-operativo; stati come l'Unione Sovietica hanno sempre riposto nel fattore spazio il segreto della propria sopravvivenza. Quindi uno stato molto esteso può assorbire una penetrazione più facilmente rispetto ad uno stato meno esteso. Lo spazio mantiene inalterato il suo valore strategico anche nell'era missilistica e nucleare. La linea di pressione esercitata sulle frontiere, cioè l'esposizione della popolazione di uno stato ai popoli ad esso confinanti, è data dal rapporto fra la somma delle popolazioni degli stati confinanti e la popolazione dello stato considerato. La struttura demografica è importante perché la massa è sempre un fattore di forza politica e militare; ciò si può capire dalle possibilità economiche messe in relazione con la densità della popolazione. La popolazione più densa, infatti, è meno vulnerabile, in quanto più omogenea e meglio collegata. Mao Tse Tung fece del fattore demografico il fattore più importante di sopravvivenza di uno stato grande nell'età atomica e postnuleare. Tuttavia, un paese troppo popolato deve fare una politica intesa a cercare sbocchi verso territori favoriti dalla natura e poco abitati. La struttura etnica, che evidenzia i caratteri delle popolazioni in relazione alla varietà e molteplicità di razze, lingue, religioni ed ideologie, ha importanza anche per fini politici e militari. Queste differenze etniche all'interno degli stati sono, inoltre, molto facilmente strumentalizzabili da parte di politici abili, come è successo lungo tutta la vicenda della guerra nell'ex Iugoslavia. La struttura economica riflette il benessere e le condizioni di vita dei suoi abitanti. Esistono principalmente due categorie di stati: quelli dediti soprattutto all'agricoltura e alla pesca, quindi con un'economia poco più che di sussistenza e quelli con un alto indice di industrializzazione, in possesso di tecnologie avanzate. Esiste, accanto a questa classificazione, una serie di situazioni dove il tenore di vita e il costo della vita stessa non risente affatto della ricchezza, che è concentrata nelle mani di pochi ricchissimi. La struttura politico-sociale è l'organizzazione che lega i vari gruppi sociali tra di loro e questi con il territorio; i limiti territoriali di questa organizzazione sono rappresentati dai confini. Il confine, oltre che un limite alla sovranità dello stato, è anche un elemento di distinzione e di protezione. I confini naturali sono quelli che seguono un elemento naturale, mediante il quale i gruppi umani vengono delimitati con precisione; i confini artificiali, invce, sono quelli che si possono tracciare sulla carta geografica e non sono definibili sul terreno (come capita nei nuovi stati africani).
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