Conseguenze climatiche e biologiche
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CONSEGUENZE CLIMATICHE E BIOLOGICHE DI UNA POSSIBILE GUERRA NUCLEARE

Molti studi dimostrano che le conseguenze atmosferiche e biologiche potrebbero essere anche molto più gravi degli effetti immediati della guerra nucleare. Alle stesse conclusioni sono pervenuti indipendentemente tre gruppi di ricerca statunitensi e uno sovietico.

Se l’ipotesi fosse di esplosioni con una potenza complessiva di 5000 Mt, di cui il 20% sulle città, gli effetti sarebbero i seguenti:

  1. Un uniforme mantello scuro ricoprirebbe l’emisfero settentrionale. Entro una settimana dalle esplosioni, la luce solare si ridurrebbe ad una piccola percentuale di quella normale. Le particelle di fumo liberate negli incendi rimarrebbero nell’atmosfera per diversi giorni e potrebbero estendersi all’emisfero sud. La piccola quantità di luce che filtrerebbe non sarebbe in grado di sostenere la fotosintesi, per cui la parte della vegetazione risparmiata dagli incendi e dalla ricaduta radioattiva sarebbe gravemente danneggiata, con conseguenze disastrose per l’alimentazione di animali e uomini.
  2. Gli effetti sull’emisfero sud sarebbero più gravi di quelli ipotizzati finora. Vaste perturbazioni nella circolazione dell’aria potrebbero accelerare il trasporto della cappa di fumo da un emisfero all’altro. Quindi l’intero pianeta sarebbe interessato dagli effetti di una guerra nucleare avvenuta solo nell’emisfero nord.
  3. Si avrebbe un duro "inverno nucleare".
  4. Una guerra nucleare avrebbe un notevole impatto sul clima per diversi anni. Le temperature sulla superficie cadrebbero abbondantemente sotto lo zero per diversi mesi, il che ridurrebbe sostanzialmente le possibilità di sopravvivenza umana. Le piante non avrebbero il tempo di adattarsi ad un così brusco cambiamento di clima. Verrebbero dunque distrutte importanti risorse alimentari, per non parlare dell’acqua, che diverrebbe ghiaccio.

  5. L’esposizione alla ricaduta radioattiva sarebbe più dannosa di quanto ci si aspettava.
  6. Con il rilascio nell’atmosfera di quantità enormi di frammenti di fissione, anche le zone lontane dalle esplosioni sarebbero interessate a massicce dosi di radiazioni, le quali si avvicinerebbero al livello letale per gli esseri umani.

  7. Il fuoco sarebbe un problema importante con gravi e impreviste conseguenze.
  8. Un sesto delle zone urbanizzate del mondo sarebbe bruciato, mentre incendi senza controllo potrebbero estendersi su vaste aree. Inoltre i fuochi nelle zone urbane genererebbero grandi quantità di tossine mortali e gas tossici, come monossido di carbonio, diossina e furano.

  9. L’esaurimento di ozono incrementerebbe l’esposizione ai raggi ultravioletti (UV-B).
  10. Esplosioni di grande potenza immetterebbero ossidi di azoto nell’atmosfera, che ridurrebbero lo strato di ozono. Quando il cielo, dopo mesi, si fosse liberato dalla cappa di fuliggine le radiazioni ultraviolette colpirebbero la superficie in modo maggiore, così da poter nuocere ai sistemi biologici in diversi modi. Tra i più gravi si avrebbe la deficienza di sistema immunitario e della vista.

  11. Non ci sarebbe un’era glaciale, ma gli oceani non sarebbero la salvezza.

Gli oceani non ghiaccerebbero, per la considerevole quantità di calore contenuta al loro interno. Molti ritengono che le zone costiere sarebbero la principale risorsa di alimenti per i sopravvissuti di una guerra nucleare, ma ci sono forti dubbi su questa ipotesi, per diversi motivi: effetti di oscurità e luce ultravioletta, tempeste costiere, distruzione delle navi, alte concentrazioni di radionuclidi nei pesci e nella flora marina.

 

 

 

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