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Gli ambiti della bioetica
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L'etica ha sempre a che fare con il soggetto, con le decisioni che egli assume e con le ragioni che le rendono buone o cattive. Nella pratica medica l'etica non fa riferimento solo al consenso del paziente o all'adeguata informazione da fornire per avere un valido consenso, ma si preoccupa anche di riflettere e di dare un senso alla malattia, alla morte, alla sofferenza in modo di renderle umanamente vivibili e perché dal senso dato viene il tipo di impegno etico richiesto al medico e dal paziente stesso. Vita, morte, malattia e salute non sono mai soltanto termini medici, ma sono sempre anche termini etici in quanto sono situazioni che coinvolgono profondamente la vita, e quindi la responsabilità di ciascuno di noi. Gli ambiti principali della riflessione bioetica sono i seguenti:
La componente etica intrinseca di ogni atto medico Nell'attività del medico, il fine precipuo dell'incontro clinico presenta due componenti concettualmente distinte, ma indissolubilmente legate fra loro. La prima componente è tecnica: riguarda il sapere come "fare" e consiste nel prendere decisioni e dare inizio ad azioni scientificamente corrette e tecnicamente sane. In questo processo è importante il metodo e il contenuto della scienza empirica. Si richiede qui dal medico la competenza, che risiede nell'osservanza dei canoni inerenti alla scienza. La seconda componente è di ordine morale: consiste nella decisione e nella messa in pratica di ciò che è bene per questo paziente, non solo da un punto di vista medico, ma anche tenendo presente il suo bene in quanto essere umano e dunque fornito di un destino spirituale che supera il suo esistere nel corpo. L'atto clinico è atto morale, perché è incontro di due persone, di due libertà, di due coscienze. Questo è quindi un atto carico di responsabilità non solo verso il mezzo di cui si dispone, ma verso il bene del paziente che al medico si rivolge. Al medico incombe l'obbligo morale di realizzare ambedue le componenti del fine dell'attività medica: il medico offre volontariamente il suo aiuto e in questo aiuto è implicita la promessa di essere competente e di usare questa competenza nell'interesse del paziente. La promessa genera degli obblighi morali per l'esercizio della medicina. Ecco l'etica medica. La medicina non è una teoria, ma una prassi. Si tratta di un'operosità informata tanto alla scienza quanto all'etica.
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