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La bioetica di inizio vita
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Uno tra i problemi più importanti della Bioetica è riuscire a stabilire "quando" la vita umana abbia inizio, e quando, nel corso di questo processo, tale vita umana acquisisca la caratteristica di vita "personale". questo è un campo d'indagine in continuo movimento che ormai è diventato un "affare" giuridico.Si discuta cioè non solo su quale sia la natura ontologica del concepito, ma su cosa si possa "fare" nei confronti di una vita prenatale e quali siano le conseguenze giuridiche di tale agire: cioè quali siano i limiti tra leciti ed illecito. Sino a non molti anni fa, praticamente l'unica forma di aggressione alla vita prenatale era l'interruzione della gravidanza, ovvero l'aborto. Accanto a quest'ultimo si poneva al massimo il problema di una lesione del concepito in utero con riflessi postnatali (ad esempio la somministrazione alla madre di un farmaco teratogeno). Solo in tempi molto recenti i progressi della ricerca scientifica hanno aperto il campo a svariati interventi sulla vita prenatale, tra i quali la possibilità di ledere o mettere in pericolo l'integrità' del concepito in utero, e quella di manipolare la vita in vitro (fecondazione in vitro, ricerca e sperimentazioni su embrioni ecc..). Di fronte a ciascuno di questi componenti si pone la domanda fondamentale sulla liceità o illiceità, morale e giuridica. |
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