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I trapianti d'organo
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Tipologia

Il trapianto per la particolare connessione che intercorre tra vita e morte, è diventato un problema fondamentale dei rapporti umani.

Il trapianto è un intervento chirurgico o microchirurgico mediante il quale si sostituisce, in un organismo umano, un organo malato con uno sano, è un trasferimento da un donatore a un ricevente. Per alcuni organi il trapianto può avvenire da donatore vivente, per altri è possibile solo da cadavere.

I tipi di trapianto sono quattro:

  • Autotrapianto: che si esegue nello stesso soggetto (cute o midollo osseo)
  • Trapianto autologo: da un soggetto ad un altro della stessa specie.
  • Trapianto eterologo o xenotrapianto: tra esseri di specie diverse (ad esempio tra uomini e animali)
  • Isotrapianto: tra individui geneticamente identici (gemelli monozigotici)

Il trapianto può riguardare:

  • Organi vitali (rene, cuore, fegato polmone, pancreas, intestino)
  • Frammenti di tessuto (cornea)
  • Segmenti di vasi, di ossa, di ghiandole surrenali, di pancreas
  • Tessuti rigenerabili (midollo osseo e pelle)

Nell’ultimo decennio si sono avuti progressi anche nel campo dei trapianti multiorgano.

 

Da donatore vivente si realizzano tutti i trapianti di midollo osseo e una percentuale variabile di trapianti di rene con qualche limitazione logica ed etica. Ancora pochi sono i casi di donazione da vivente di sezioni parziali di organi unici come il fegato.

Le parti del corpo umano quali cuore, polmoni, reni e fegato, sono diventate il paradigma del concetto di "risorse scarse"; da ciò nasce la inderogabile necessità del reperimento di organi mediante il prelievo da cadaveri.

Il divario tra domanda ed offerta fa si che molti dei potenziali candidati al trapianto cardiaco, epatico o polmonare, muoiano prima che si renda possibile un donatore. Per questi organi inoltre non esiste un’alternativa come per il rene, cioè la dialisi, che consente al paziente di vivere bene mediante un rene artificiale anche per molti anni. In questi casi dunque il trapianto è una scelta di sopravvivenza.

 

Trapianto da vivente

Il perfezionarsi delle terapie antirigetto,sta oggi annullando i vantaggi di molti trapianti da vivente in confronto di quelli da cadavere.

Il problema che eticamente ci si pone in questi casi è quello del consenso dell’individuo al prelievo dei propri organi a beneficio di altri.

La donazione da vivente è facilmente realizzabile tra congiunti ma può comportare delicati problemi etici e medico-legali per quanto riguarda il rischio di una compravendita di organi (reni).

Per il rene il vivente resta l’unica via di integrazione per rispondere a tutte le richieste.

Le carenze interessano anche i trapianti di midollo osseo e i più rari trapianti parziali di altri organi. E’ pertanto ben valido il riconoscimento della autodisponibilità del corpo.

La facoltà di un vivente a donare parte di sé, viene accolta dalla costituzione italiana dove la tutela della persona trova equilibrio negli interessi di altri e quindi in un consenso sociale sempre nei limiti del mantenimento dell’essenza vitale del donatore che rende sempre doverosa la garanzia di una proporzionalità fra il sacrificio del donatore e il vantaggio del ricevente.

Recentemente è stata auspicata un’estensione del dono da viventi non apparentati per compensare la scarsità dei cadaveri disponibili.

Questo però può aprire le porte a una "perversione" del significato "umano" dei trapianti, alla compravendita di organi. Il commercio biologico è ufficialmente condannato dalla conferenza dei ministri della sanità dei paesi europei (1980), dall’organizzazione mondiale della sanità (1990) e recentemente dalla conferenza internazionale di Monaco di Baviera (1991). Nonostante questo il commercio degli organi non è in via di estinzione anzi, minaccia di estendersi in forme più o meno dissimulate, favorite da squilibri economici che dividono diverse parti del mondo.

 

Prelievo da cadavere

La donazione degli organi da cadavere non è tuttora realizzata in proporzione alle necessità.

Il principale problema di natura etica riguardo il prelievo da cadavere non è la mutilazione del corpo, visto che la maggior parte dei sistemi morali religiosi (Cristianesimo, Ebraismo, Islamismo, Buddismo) e laici ammette che gli organi possano essere rimossi, ma quella del consenso espresso precedentemente dal defunto o dalla famiglia.

Le leggi italiane consentono il prelievo da un cadavere che si trovi in stato di morte cerebrale a meno che non vi sia stato un previo parere contrario o che i parenti non si oppongano.

A tale proposito oggi ci auguriamo un superamento della legge che annulli l’autorizzazione dei congiunti. (consentendo solo il parere contrario al prelievo espresso in vita dal soggetto in forme legali).

Non "consenso presunto" o "silenzio-assenso", ma un atto spontaneo che non assuma il significato di violazione dei diritti della persona e che sollevi i parenti dal peso psicologico ed emotivo di una decisione presa in stato di shock e di lutto.

Non devono essere le leggi a formare le coscienze, ma un’opera capillare di informazione e di educazione alla cultura del dono.

 

Trapianto eterologo o xenotrapianto

Si tratta di utilizzare organi prelevati da esseri viventi di altra specie, diversa da quella del ricevente (anni ’60 – utilizzo di scimpanzé come donatore di cuore, reni, fegato).

Tuttavia la scelta del donatore tra i primati non umani si rivela ardua, infatti, anche se è già una realtà clinica (gli organi funzionano già per alcuni giorni o settimane), permane il problema rappresentato dal funzionamento prolungato dell’organo trapiantato per risolvere il quale è necessario imparare a comprendere e dominare il rigetto.

L’etica dello xenotrapianto riguarda sia il rispetto per gli animali,, sia l’accettazione dell’uomo di essere in vita grazie all’impianto di un organo animale.

Vi è inoltre il rischio di diffusione all’uomo di malattie infettive.

Le indicazioni dello xenotrapianto per il momento sarebbero determinate da situazioni d’urgenza (in attesa di un trapianto autonomo).

L’etica affronta anche un’altra questione relativa al trapianto: la qualità di vita che viene garantita al paziente trapiantato. Rispetto a questo parametro i risultati appaiono straordinari se si tiene conto oltre al fattore della sopravvivenza, alla qualità di vita che viene restituita a queste persone.

L’obiettivo del trapianto è infatti quello di permettere al paziente il suo rientro nella sfera sociale e produttiva.

Anche in termini costo-benefici, non si tratta di terapia proibitiva; per il rene ad esempio il costo di un trapianto riuscito è inferiore a quello del trattamento dialitico ed un bilancio economico positivo può essere fatto anche per il cuore e per il fegato.

 Dal consenso alla donazione: la normative sui trapianti nei principali paesi

PAESE

LEGISLAZIONE

CONSENSO

EQUIPE

GRATUITA’ DONAZIONE

Austria

Legge federale

Prelievo vietato se il medico ha una dichiarazione in cui la persona morta ha espressamente rifiutato la donazione Il medico che effettua l’accertamento della morte non deve essere lo stesso che esegue il prelievo o il trapianto Organi o loro parti non possono essere oggetto di transazione economica

Francia

Legge e altri provvedimenti Il prelievo può essere effettuato qualora la persona interessata non abbia fatto conoscere, in vita, la sua obiezione I medici che accertano la morte e quelli che effettuano il prelievo o il trapianto devono far parte di unità funzionali o servizi distinti È punito con 7 anni di detenzione e 700.000 franchi di ammenda l’ottenere un organo a pagamento o fungere da intermediario

Germania

Non esiste una legge, solo linee guida dell’ordine dei medici Obbligo del consenso esplicito, espresso in vita dal donatore oppure testimoniato dai parenti I due sanitari che accertano la morte devono essere estranei all’eventuale trapianto dell’organo È stabilito il generale divieto di commercializzazione di organi e tessuti

Gran Bretagna

Legge e regolamenti Il prelievo è consentito quando il deceduto abbia, per iscritto od oralmente davanti a due testimoni, dichiarato, in vita, di voler donare gli organi Il prelievo non può essere effettuato che da un medico qualificato, che deve aver accertato personalmente che la vita si sia estinta È penalmente punita ogni forma di commercio di organi finalizzati al trapianto

Spagna

Legge e altri provvedimenti Si può procedere al prelievo se la persona deceduta non ha registrato in vita un’opposizione scritta alla donazione (silenzio assenso) L’accertamento della morte è effettuato da una equipe di tre medici, nessuno dei quali può far parte del gruppo che procede al prelievo o al trapianto

 

Non è ammasso ricevere alcun compenso per le donazioni e non sarà richiesto al ricevente di pagare per l’organo trapiantato

Stati Uniti

Legge

Una donazione di organi o tessuti può essere fatta solo con il consenso scritto del donatore. Se il deceduto non si è espresso, una serie definita di parenti può consentire alla donazione Né il medico che ha prestato cure al deceduto nella sua ultima malattia, né quello che accerta la morte possono partecipare al prelievo o al trapianto, salvo nel documento di donazione si sia esplicitamente indicato un medico È proibito acquistare, ricevere o trasferire organi umani a fini di lucro. La disposizione si applica solo ai prelievi effettuati post mortem

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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