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Efficacia della terapia genica
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E' stata recentemente acquisita un tappa importante per la messa a punto di una terapia genica delle malattie dei motoneuroni, paralisi dovute ad un attacco delle cellule che innervano i muscoli; infatti mediante iniezioni di geni codificati, i ricercatori francesi hanno verificato un netto rallentamento dell'evoluzione di una malattia legata alla degenerazione dei motoneuroni. Il lavoro sperimentale è stato condotto sui topi e i risultati costituiscono un tentativo preliminare; segnano un primo passo verso una terapia genica delle malattie come la sclerosi laterale amiotrofica e le amiotrofie spinali infantili, malattie che colpiscono i motoneuroni e portano a delle paralisi, ed evolvono verso la morte nel momento in cui la degenerazione evolve verso dei muscoli vivi. Secondo i risultati pubblicati nella rivista Nature Medicine, un'équipe di ricercatori francesi è riuscita a rallentare in maniera considerevole l'evoluzione di una malattia grazie ad un trattamento somministrato a dei topi neonati: nell'organismo è stato introdotto mediante intramuscolo, del gene codificante per un fattore di sopravvivenza delle cellule nervose; i geni che hanno ricevuto sono prodotti ottenuti da due proteine che normalmente esistono nell'organismo ed insieme ad altre permettono la sopravvivenza dei neuroni nelle condizioni che porterebbero normalmente alla loro distruzione, il loro nome è NT-3 (neurotrofina 3) e CNTF (Ciliary neutrophic factor) I dati ottenuti ci permettono di sperare di prolungare in maniera durevole i motoneuroni e i loro assoni; infatti la vita media dei topi trattati che hanno ricevuto o l'uno o l'altro dei transgeni è stata di 62 giorni, aumentata del 50%, in più il trattamento migliora la funzione muscolare, protegge contro la degenerazione degli assoni ed induce ad una reinnervazione muscolare. L'associazione dei due transgeni porta a risultati ancora migliori, ciò è dovuto al fatto che gli effetti dei due fattori, pur avendo azioni, è come se si sommassero; un'altra osservazione incoraggiante è risultata quando è stata effettuata da un lato dell'animale e si è constatato un miglioramento anche dall'altro, e gli effetti neuromuscolari positivi si sono mostrati sulle due parti e nei muscoli distanti dall'inoculazione, sorprendente poiché nella terapia genica è difficile fare penetrare i geni in tutte le cellule che ne hanno bisogno. Il beneficio della somministrazione intramuscolare del vettore pare legata ad una produzione massiccia di NT3 nei muscoli dove l'inoculazione è stata effettuata, con la liberazione del fattore di crescita nella circolazione ematica. Prima di poter effettuare tali esperimenti sull'uomo si dice che saranno necessari ancora due anni o forse di più. Esistono altre malattie genetiche che possono essere associate a grandi cambiamenti della struttura dei cromosomi stessi, come per esempio delezioni di frammenti grandi abbastanza da essere visibili al microscopio, duplicazioni o traslocazioni di intere regioni da un cromosoma all'altro. Questo permette di limitare la regione che contiene il locus delle malattie genetiche ed usare marcatori specifici per quel cromosoma. Ad esempio in questa maniera il gruppo di ricerca di T. Kunkel di Harvard ha clonato il gene della distrofia muscolare di Duchenne il cui locus si trova sul cromosoma X; alcuni pazienti affetti da questa malattia mostravano una delezione piuttosto grande in questo cromosoma e con tecniche di ingegneria genetica è stato isolato il frammento mancante. In seguito, paragonando il DNA di questi pazienti con quello di altri, che invece non mostravano la delezione, è stato possibile il gene responsabile della malattia. La clonazione del gene della distrofia permette ora di diagnosticare la malattia in soggetti a rischio familiare. |
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